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Ibogaine
Le mie osservazioni sull'ibogaina
Brian Mariano
L'ibogaina è un alcaloide presente nella corteccia delle radice
di un arbusto chiamato Tabernanthe Iboga, che cresce nella foresta pluviale
dell'africa centro-occidentale. Detta radice e un semplice estratto venonon
usati da secoli dalle popolazioni del luogo per scopi rituali, e- in dosi
piu piccole-c ome stimolante. Un estratto di essa fu venduta in Francia
come medicina dal 1939 al 1970, sotto la denominazione commerciale di
Lambarene, prescritta come stimolante neuro-muscolare, e dindicate inoltre
contro la fatica la depressione e la convalescenza da malattie infettive.
Negli anni 60, Howard Lotsof forni dosi di ibogaina a venti persone, sette
delle quali dipendenti da eroina. Nessuno degli eroinomani sotto cura
aveva fatto esperienza di ritiro dagli oppiacei, e cinque persone su sette
rimasero liberi dal richiamo di eroina fino a sei mesi dalla somministrazione
di una singola dose. Lotsof seguito a darsi da fare per ottenere cinque
permessi per l'uso d'ibogaina nel trattamento dell'eroina, cocaina, alcool,
nicotina e poli-dipendenze.Vedi la fine di questo libretto per maggiori
informazioni sulle storia recente dell'ibogaina.
Prefazione ( di Howard Lotsof).
Allorché Brian Mariano mi chiese di scrivere una prefazione a
questo libretto sull'ibogaina, non accettai con grande slancio tale compito.
Durante gli undici quattordici mesi, non mi sono quasi dedicato nella
ricerca e sviluppo dell'ibogaina, dato che sto guarendo dalla leucemia.
Ma, mentre leggevo il suo testo, mi resi di nuovo conto quanto importante
fosse la scoperta dell'ibogaine per la cura delle farmaco-dipendenze.
I punti di vista di Brian e quelli dei suoi pazienti, inclusi in questo
brochure, presentano una significativa comprensione del valore dell'ibogaina
e la sua capacita di interrompere le sindromi attive da dipendenza.
Probabilmente, l'aspetto più fastidioso nel trattamento di tali
sostanze allarmanti e lo stigma verso i pazienti di questo tipo da parte
di governi e società che isolano i problemi dei tossicodipendenti
alimentando inevitabilmente la paura che hanno per i trattamenti di ricerca.
Recentemente lo CSAT (Centro per la cura dall'abuso di sostanze) il NIDA
(Istituto Nazionale Abuso di droghe) hanno iniziato a indirizzare tale
problema negli Stati Uniti. Al fine di vincere tale stigma e i pregiudizi
associati verso i tossicodipendenti, un secolo di male informazione dovrà
essere ancora sconfitto e superato. Nessun'altra situazione medica e stata
effettivamente descritta con un tale rigore contro i pazienti, ne il cancro,
e nemmeno l'AIDS. Temo che l'opinione delle società sulla tossicodipendenza
sia più nociva che la dipendenza stessa.
Insieme allo sviluppo formale dell'ibogaina, gruppi di auto-organizzazione
si diedero da fare per fornire aiuto alla ricerca e trattamento tramite
ibogaina. Questi gruppi , sia a causa dell'attrito fra i capi stessi,
sia per morte o semplice abbandono da parte del tossico-dipendente da
detto ambiente, lascio un grande vuoto nella loro capacita di ottenere
una terapia a base di ibogaina. Lentamente, nuove linee di somministrazione
d'ibogaina e l'interesse da parte di piccole cliniche e luoghi adatti
gestiti da singoli individui per il bene e il profitto comune, hanno sostituito
gli originali gruppi d'auto-organizzazione, il NIDA e altre corporazioni
statuitensi, come fonti principali d'ibogaina e di terapia con ibogaina.
Cio, tuttavia, non permette quella disponibilità su vasta scala
d'ibogaina richiesta da tutti coloro che ne sono bisognosi per la somministrazione
terapica. Fino ad allora, il benessere di molti dipendenti rimane nelle
meni di Brian Mariano e altri come lui che pongono il benessere del prossimo
al di sopra del proprio. Si dovrebbe tener presente che l'ibogaina e una
medicina sperimentale e ai pazienti si dovrebbe rendere noto che la cura
offre sia il rischio che i benefici.
LE MIE OSSERVAZIONI SULL'IBOGAINE
Di
Brian Mariano
L'IBOGAINA E DIPENDENZA
Note di terapia
Entro i primi pochi giorni, potrebbero esserci improvvise "ondate"
di desiderio o sintomi residui da interruzione. Alcuni casi mi sono stati
riportati in cui tali "ondate" potrebbero avvenire persino cinque
o sette giorni dopo il primo trattamento. Questa era la "radice"
di parecchi casi di ricaduta. Tali "ondate", come le chiamo
io, spariscono all'improvviso cosi come sono apparse. A volte possono
essere di carattere psico-somativo. C'e bisogno di un po' di pazienza.
E cuo e qualcosa di cui molti pazienti sono carenti, ovviamente. In effetti,
diversi tossicodipendenti erano ricaduti entro pochi giorni, anche senza
aver subito segni di astinenza. L'ibogaina funziono positivamente al 100
per cento, ma la sostituzione fu troppo rapida per loro. Cosicché,
gli effetti dell'ibogaina devono essere considerati in due modi diversi:
1. l'eliminazione dei segni oggettivi da astinenza oppiacea e
2. l'eliminazione del desiderio incontrollato a continuarne l'uso.
Una singola dose di ibogaina e significativamente efficace nella sindrome
di astinenza moderata, ma solo parzialmente efficace nell'eliminazione
dell'astinenza da lunga assunzione di sostanze stupefacente che generalmente
conduce alla ricaduta. L'eliminazione del desiderio intenso può
durare pochi giorni o durare per mesi. Si possono richiedere allora multipli
trattamenti extra.
Tutto questo mi porto alla conclusione che se il fine da raggiungere e
il risultato a lungo termine, non e possibile abbandonare i pazienti al
loro destino appena finito il trattamento. Sarebbe uno spreco di ibogaina,
di tempo, di sforzi, di denaro da parte dei genitori, e una perdita di
speranza. Sarebbe un vero peccato dopo che l'ibogaina ha compiuto l'80%
del suo lavoro necessario, non portate a termine il restante 20% che potrebbe
essere decisivo nel determinare si il tossicodipendente riprenderà
o non l'uso di droga. E'un punto davvero cruciale collaborare coi soggetti
più ostinati…: generalmente adolescenti a persone con una
doppia diagnosi (dipendenza più disordini psichiatrici concomitanti.)
Gli adolescenti fino ai vent'anni tendono a esplorare il loro limiti e
i sentono come i padroni dell'universo. Essi sono massimamente tentati
- una volta che l'ibogaina elimina la loro dipendenza in quanto tale -
cercare di assumere giusto la "parte migliore" delle sostanze
tossiche senza dipenderne nuovamente. Naturalmente, continuano a fallire.
La combinazione di abuso di droga con l'immaturità e davvero difficile.
Inoltre, molti di loro non collaborano affatto: -tu rappresenti l'autorità
contro cui combattere e l'essere indisciplinati pare loro una dimostrazione
di forza. I genitori, che sono in genere coloro che mi contattano, goliono
credere che l'unica cosa di cui c'e bisogno e quella di eliminare la dipendenza
stessa e il loro figli saranno finalmente usciti da questo inferno. E
questo non è vero, sfortunatamente. E'sempre difficile fissarli
negli occhi che dicono: per favore, lei è l'unica nostra speranza!
Se solo io possedessi una sostanza complementare all'ibogaina, tale da
indurre un sentimento di ripulsa verso le droghe o l'idea di assumerle!…
L'ibogaina concerne solo la liberta, la liberta di scegliersi se rimanere
pulito(senza avere da sbattersi quotidianamente contro il richiamo o l'astinenza)
- oppure ritornare a "farsi " di nuovo - se si preferisce. Lo
scopo dell'iboterapia allora è quella di dare una onesta possibilità
di rimanere libero dalla dipendenza. Al fine di non venire male interpretato,
devo far notare che questa buona possibilita non viene in verita offerta
dopo un solo trattamento. Per la maggior parte dei tossicodipendenti,
anche coloro che sono motivati, il cambiamento è semplicemente
troppo improvviso. In effetti, la sfida è quella di mutare radicalmente
la propria vita. Non è una cosa facile da fare, devo ammettere
che i miei primi casi mi hanno forse "viziato" un poco, all'inizio;
avendo ottenuto un grandissimo successo, sono stato indotto ad aspettarmi
che l'ibogaina avrebbe risolto tutti quei fattori problematici connessi
con la tossicodipendenza. Il classico esempio fu il seguente:
tossicodipendente da quindici anni, 34 anni , maschio, solito all'abuso
dia di oppiacei che di anfetamine. Era passato attraverso diversi programmi
di disintossicazione e riabilitazione, e da un programma a base di metadone,
purtroppo senza successo. Dopo una simile odissea, sembrava essere un
caso disperato. Lui e sua madre non si aspettavano un granché dall'ibogaina,
qualcosa di cui non avevano mai sentito parlare. Dopo due trattamenti,
abbandono completamente le droghe, e finora ha condotto una vita normale
per 15 mesi, tornando ad essere la persona che era stata prima di cominciare
a fare uso di tali sostanze. Non ebbe mai alcun genere di dopo-cura.
Pensai allora che se lui ce l'aveva fatta cosi bene, anche tutti gli altri
casi più miti avrebbero dovuto farcela allo stesso modo. Ma dovetti
presto ricredermi. Parecchi pazienti ricaddero subito dopo il trattamento
con l'ibogaina, apparentemente senza ragione alcuna. Nei casi di intensa
crisi di astinenza era ovvio che vi ricadessero. Più del 50% dei
miei clienti pero aveva abbandonato del tutto l'uso di froge. E'solo cio
che sono indotto a credere, in base alla mia esperienza, ma mi aspetto
che solo il 15-20% di tossicodipendenti dopo appena due trattamenti d'ibogaina
senza post-cura abbandoneranno la tossicodipendenza. Con un dopo-cura
della durata di un mese, giusto per arrivare a un secondo trattamento,
vedo che le opportunità salgono fino al' 80/90% e forse di più.
La finalità principale del dopo-cura è l'isolamento del
paziente dall'ambiente contaminato. Secondariamente, per fornire un senso
di supporto umano, di cui i pazienti hanno un enorme bisogno, ed è
molto importante questo contatto umano dopo la somministrazione d'ibogaina,
a causa della sua capacita di "aprire" l'interiorità
di una persona.
Spieghero piu dettagliatamente cio che i due trattamenti hanno raggiunto
nel mio primo caso. Durante il primo trattamento, il paziente dormiva
moltissimo. Non soffri di nessuno stato onirico o psichedelico. Il giorno
dopo, quando si sveglio, il paziente si sorprese di sentirsi relativamente
bene, senza nemmeno l'ombra di un sintomo d'astinenza o desiderio di "roba".
Ogni giorno poi, fino al decimo giorno, continuava a domandarsi quando
sarebbe comparso il primo sintomo di "bisogno". Dopo due giorni,
si rese conto di essersi dimenticato che era un fumatore e l'alcool gli
sembrava senza alcun gusto. Dopo una decina di giorni egli assunse degli
oppiacei. Non ne aveva davvero necessita, solo che gli sembrava talmente
insolito il fatto di starsene cosi a lungo senza. Oggi la cosa non mi
sorprenderebbe affatto, ma allora si, di modo che decisi di somministrargli
subito un altro trattamento. Cosi, due settimane dopo il primo trattamento,
egli ne ricevette un secondo, e il giorno appresso il giovane si rese
conto di non essere piu un tossicodipendente, usando le sue parole. Ebbe
l'acutezza di fare introspezioni sui propri problemi, le possibili soluzioni,
l'azione dei farmaci sulla sua personalità - il tutto aveva contribuito
considerevolmente alla parte dipendente del suo carattere.
Tuttavia, se lui non fosse stato maturo abbastanza o pronto per questo,
non ce l'avrebbe fatta. Ebbe la forza di continuare a lavorare su se stesso,
su le cose che erano fuori della portata dell'ibogaina, e fu un successo.
Ora, cosa significa tornare al tipo di persone che era stato? E'come se
i farmaci che producono dipendenza avessero una loro personalità
propria, che copre quella originale. E 'come essere posseduti, non importa
se si era una bravo ragazzo onesto e con una buona scala di valori; oppure
un ladro e un bugiardo, o altro. Tu diventi la "roba". La droga
mente, ruba, è inaffidabile, ha una piatta vita emozionale, con
un'unica priorità: la "roba" ! ( per lo meno, dopo un
bel po'di assuefazione).
Dopo che l'ibgoaina ha eliminato la dipendenza, entro pochi mesi la pseudo-personalita
del "drogato" lentamente scompare. L'onesto e affidabile individuo
che era prima ridiventa onesto e affidabile; il ladro e il bugiardo rimarranno
sempre ladri e bugiardi. Pertanto, al di la del risolvere la dipendenza,
penso che l'ibogaina svolga dei cambiamenti nei livelli molto sottili
della coscienza, e questi avranno bisogno di qualche tempo per manifestarsi.
L'ibogaina sembra essere molto utile anche per le persone in salute, se
la si usa per fini di auto-analisi. Ottengono una migliore comprensione
dei lati forti e deboli della propria personalità, e'come se il
loro comportamento ricevesse uno "scandaglio" etico. Si focalizza
persino l'emotività. Mi torna alla memoria una mia amica che stava
attraversando un periodo molto brutto della sua esistenza. Tra l'altro,
era su punto di divorziare. Durante la sua sessione d'ibogaina, ella passo
apparentemente attraverso un specie di pulizia emozionale, secondo la
semiologia delle sue visioni. Nelle settimane che seguirono tale sessione,
visse in uno stato di prospettiva mentale ed emotiva che le permise di
attraversare ogni suo problema in modo scorrevole e morbido. Mi ringrazio
del grande aiuto procuratole dall'ibogaina, anche per le risposte fornitele
alle domande che aveva posto.
Io spiego ai miei clienti come funziona l'ibogaina nella propria consapevolezza
(auto coscienza), come interagire, per non essere solo un partner passivo
nel processo. Tutte le sostanze psico-attive hanno il proprio livello
di dittatura sulla propria coscienza, (che cosa percepire, come sentire,
eccetera). Secondo me, la dittatura da ibogaina è una delle pi\
miti. E'possibile assumere un ruolo attivo nello stato quasi-onirico,
scegliendo in parte la direzione da prendere, specialmente durante la
sua fase di domande e risposte, cioè di comunicazione interiore,
come la chiamo io.
L'ibogaina apporta un interessantissimo "dopo-effetto"psicologico.
Per qualche settimana dopo il trattamento ibogainico, allorché
specifiche situazioni esistenziali stanno sorgendo, ci si rende conto
che in un primo tempo si è pensato, detto, fatto, sentito in una
certa maniera. Nell'istante in cui acciene quella situazione, ci si rende
consapevoli della grande quantita di possibilità su come reagire
a tale concreta situazione - cosa pensare, sentire, dire e fare. In altre
parole, gli impegnativi programmi del nostro sub-conscio vengono semplicemente
neutralizzati (seppure in parte).
Non è per sempre, logicamente, solo per qualche settimana al massimo.
Cio nondimeno, in questo periodo, ci si puo consapevolizzare di molte
cose e quindi riprogrammare il proprio io. Cio vale in particolar modo
per i tossicodipendenti, dato che le crisi di astinenza sono specialmente
connesse all'ambiente di consumo ( la propria casa, la zona , i compagni
…).
I tossicodipendenti da me trattati, mi hanno spesso riferito come per
esempio, parecchi giorni dopo il trattamento, avessero incontrato un altro
consumatore di sostanze, senza venire assaliti dalle solite crisi di astinenza
causate dall'osservare il proprio simile…Altri individui da me trattati,
dopo aver trovato tra i propri effetti personali un po'di "roba"
per "farsi", o i relativi attrezzi per l'assunzione, non risentirono
alcun richiamo particolare nel vederli, o reagirono psicomaticamente al
ricordo. Precedentemente, avrebbero iniziato a respirare velocemente,
sudare, avere stimoli diarroici e simili. Dopo l'ibogaina, nulla di questo
si era verificato. Vedevano se stessi al di sopra di tutto questo, quasi
ne fossero solo osservatori.
Di solito, il semplice tornare nella propria città è sufficiente
a provare disagio, poiche la cosa è inconsciamente legata al consumo
di droga. Io solevo compiere i miei trattamenti fuori citta, e al loro
ritorno in città i miei pazienti erano contenti di non avvertire
lo stress abituale. Tuttavia, nemmeno questo, accompagnato dalla perdita
di sindrome d'astinenza, è in grado di evitare le ricadute, i tossicodipendenti
hanno bisogno di qualche tempo per uscire dai loro stereotipi. Alcuni
hanno bisogno di raggiungere il fondo.
Recentemente, venni contattato dalla madre di un tossicodipendente. Venne
all'appuntamento col proprio figlio tossicodipendente, come le avevo suggerito
io stesso. Aveva 25 anni, e dieci anni di droga sulle spalle, sia oppiacei
che amfetamine. Appena lo vidi, dissi a me stesso: dio mio, non riuscirò
senz'altro a fare un bel nulla con questo tizio in queste condizioni!
Dissi loro che senza una "dopo-cura" ogni sforzo sarebbe stato
inutile. Il giovane rifiuto categoricamente di soggiornare in qualsiasi
tipo di residenza terapeutica ufficiale. Poi, con l'aiuto dei membri della
sua famiglia insieme a un gruppo di amici miei, gli procurammo una sorta
di programma alternativo di degenza, dove sarebbe stato tenuto sotto supervisione
fuori citta per l'intera durata del secondo trattamento. Il primo trattamento
funziono regolarmente eliminando crisi d'astinenza e sindrome da interruzione.
Non avvenne alcun percepibile "disinserimento" psicologico,
comunque. Dopo alcuni giorni, qualche improvvisa ondata di desiderio intenso
andava e veniva. Dieci giorni dopo la cura, il paziente si convinse a
voler tornare in città, e ci volle davvero del bello e del buono
per convincerlo a restare. Come ammise più tardi, se lo avessimo
lasciato andare, sarebbe tornato a drogarsi di nuovo.
Il secondo trattamento, un mese dopo il primo, raggiunse il "disinserimento"psicologico
che tanto attendevamo. L'introspezione che egli guadagno durante la fase
psico-attiva ebbe un profondo impatto su di lui, dopodiché, in
modo relativamente rapido, la pseudo-personalita del farmaco comincio
a erompere, e lui si avvicinava sempre più al tipo di persona che
soleva essere tempo addietro, prima di cominciare ad assumere sostanze.
Non del tutto , logicamente; dopo tutto , dieci anni di tossicodipendenza
sono dieci anni.
Comunque, dopo questo secondo trattamento egli inizio davvero a rigodersi
la vita, le risate e la comunicabilità. Ci disse di quanto piatta
fosse stata la sua vita con le droghe, da quanto temo non rideva piu,
o avvertiva la vicinanza umana. Adesso sono trascorsi gia diversi mesi
e lui è pulito,libero da schiavitù, e promette piuttosto
bene.
In verità, ebbi un solo caso in cui l'ibogaina non sembro funzionare
sufficientemente nell'eliminazione da crisi di astinenza e da sindrome
d'interruzione: e questo capito con un dipendente da eroina. E'difficile
affermare se ci fosse stata una causa nascosta. D'ogni modo, casi in cui
l'ibogaina non funzioni sono rari. Per lo più, era il tossicodipendente
stesso che non voleva realmente abbandonare consapevolmente tali sostanze.
IBOAINA E CONSAPEVOLEZZA
Le parole-chiave per ibogaina sono la "vista interna" e lo
"spazio" per cambiare. L'esperienza è molto variabile
e individuale, ma la sua cornice di solito contiene una profonda analisi
della propria personalita, lati deboli e forti solitamente compiuta da
una sorta di super-etico punto di vista, oltre al cambiamento emotivo
e comunicabilità interna. La procedura emozionale con l'ibogaina
funziona approssimativamente in questo modo: uno vede le immagini degli
eventi emotivamente intensi della propria vita, una dopo l'altra, come
quando si vedono le diapositive. Ogni cosa scorre molto veloce sotto l'effetto
dell'ibogaina. La mente lavora come un processore Pentium e i pensieri
sono come sottintesi multi-dimensionali, ognuno raggiunto in un centesimo
di secondo. Il processo emotivo è pu cognitivo se paragonato alla
"pulitura" della terapia regressiva. In una regressione, uno
rivive gli eventi passati e le trascorse emozioni, e col portarle a galla
dal subconscio alla normale consapevolezza, essi vengono rilasciati. L'ibogaina
è pi\ sull'esserne coscienti e comprensivi. Tuttavia, il risultato
finale è apparentemente molto simile. (Sto tentando di indicarne
le differenze, senza dire che questo o quello siano migliori).
Qualcuno sostiene che l'ibogaina è come una terapia di regressione
che si sviluppa in due stadi: un rivivere mentale seguito da un rivivere
emozionale mentre si digerisce l'esperienza. Come ho detto, l'esperienza
è molto soggettiva ed è difficile stabilire limiti precisi.
Il lato pi\ interessante è la comunicazione interna. Di solito
succede una fase di domande e risposte. Si hanno risposte istantanee alle
domande che si sono poste. Perlopiù le risposte vengono in maniera
visiva. Spesso le domande si succedono spontaneamente, spesso delle domande
preparate sono considerate irrilevanti, offrendone di maggiormente rilevanti.
La mia comprensione personale del fenomeno è che durante il culmine,
il livello umano della propria coscienza si combinano coi più alti
livelli del proprio "io", e cio permette la comunicazione interiore,
la velocità e la complessità della "vista interiore",
con il relativo peso etico.
Inoltre, non sostengo che questo sia un modo legittimo di autoscoperta
(scoperta di se). Sto cercando di descrivere il piu accuratamente possibile
come funzione l'ibogaina. Un interesse maggiore consiste in quale influenza
possiede tale esperienza su un individuo nella sua vita normale. Le capacita
mentali sono inattaccate. Chiunque sia stato in gamba continerà
ad essere in gamba, e chiunque non lo sia mai stato, continuera a non
esserlo. La differenza sta nella liberta interiore, specie in quelle specifiche
situazioni, uno si rende improvvisamente conto che solitamente una cosa
concreta sarebbe stata pensata, sentita, detta o fatta ,ma che adesso
si hanno diverse possibilità sul come sentire e reagire. Semplicemente,
per un certo periodo, la "dittatura" della propria personalità
ne viene diminuita. Durante questo tempo, uno si rende conto di molte
cose verso le quali era stato cieco, ed ora le puo vedere chiaramente
e decidersi sul come fare altre cose in modo diverso. Questi sono cambiamenti
molto sottili che continuano dopo un'esperienza ibogainica, e spesso uno
non ne è nemmeno cosciente se non si pone sufficiente attenzione.
Quando l'"io" è eccessivamente forte, di conseguenza
non si noteranno ovviamente grandi differenze.
In casi di severa depressione cronica, non ho avuto grossi risultati.
I miei colleghi riportarono buoni risultati, invece, nello sblocco traumatico.
Personalmente , ho orientato il mio lavoro verso la cura della tossicodipendenza,
ragion per cui non so dire molto riguardo ad altro. L'ibogaina non è
psico-attiva per tutti. Al momento, è molto capricciosa. Essa sceglie
colui che vuole penetrare nel suo territorio, chi si e chi no. Fortunatamente
cio non intacca le sue proprietà di eliminazione della dipendenza.
Alcuni clienti mi riferironon ceh erano giunti a una specie di cancello
e qualche voce dietro ad esso discuteva se lasciare entrare o non il paziente
( nel regno della conoscenza). Pare che essi non ne fossero ammessi.
Viaggiai diverse volte in Sud America per seguire i rituali di Ayauasca,
lessi i rapporti di diverse esperienze riguardo a stati allargati della
mente per mezzo di differenti sostanze sciamaniche, ma non trovai mai
nulla di simile agli effetti dell'ibogaina. Un qualcosa che fosse orientato
verso quello che è davvero importante per il concreto individuo
e all'integrazione dell'esperienza nella propria vita…
Il discorso sulle droghe che alterano lo stato mentale è un soggetto
estremamente tabù, e sono consapevole dei motivi ad esso attinenti.
Ho visto cio che le droghe pesanti possono arrecare a un individuo, e
persino quelle che non siano psico-attivamente dipendenti, non tollerano
simili errori. Tuttavia, è troppo semplicistico mescolare ogni
cosa insieme, e considerare insoliti stati mentali come fondamentalmente
nocivi. L'ibogaina è uno di questi argomenti.
PSICOATTIVITA' IBOGAINICA E LEGALITA'
Una sostanza psicoattiva non è necessariamente un allucinogeno
o una sostanza ceh significhi in generale "sballare" …l'ibogaina
è basilarmente una sostanza psico-attiva - non sempre e non per
tutti, ma in maniera ben definita non per "andare su o giù
di morale"…Il suo meccanismo d'azione è molto diverso
da quelle sostanze psichedeliche largamente conosciute. Dal punto di vista
di un osservatore esterno, la persona che attraversano la fase psicoattiva
dell'ibogaina appaiono semplicemente come qualcuno che è addormentato.
Tale persona in realtà sarebbe immerso in uno stato come di sogno,
consapevole e intenso, di solito dal contenuto molto rilevante per l'individuo
stesso. Oltretutto, aprendo gli occhi, o venendo distratti da un qualsiasi
rumore, tale persone potrebbe interrompere il flusso dell'esperienza.
C'è una grande differenza tra i sogni e le allucinazioni. L'ibogaina
è un'esperienza solitamente considerata come "duro lavoro".
Ovviamente queste sfumature sono un po'troppo sottili per le strutture
governative da comprendere, e come risultato, questo farmaco anti-dipendenza
davvero promettente, è finito paradossalmente sulla lista delle
sostanze illegali negli Stati Uniti,insieme all'eroina, amfetamine e LSD.
Fuori degli Stati Uniti, l'ibogaina non è illegale, ad eccezione
di alcuni paesi europei.
ESPERIENZA IBOGIANICA N.1
Mi chiamo Martin R., ho 26 anni, e gli ultimi due anni li ho trascorsi
cercando di sbarazzarmi della mia dipendenza da eroina. Dopo l'assunzione
di ibogaina, un sabato alle 11:30, mi coricai nel letto coprendomi gli
occhi, mi calmai e aspettai. Circa dieci minuti piu tardi, il letto comincio
a ruotare con me molto piacevolmente per circa un minuto, e poi mi giunse
un rumore assordante e cascai insieme al letto nel bel mezzo di non-so-dove,
attraverso cui era come se volassi e volassi, finche mi fermai. Non so
dove, forse nella mia coscienza, spirito o qualcosa del genere.
Rimasi li per un po', senza che accadesse nulla di specifico, poi qualcosa
mi disse: "ehi, guarda" e il film inizio. Non era un film continuo,
ma moltissimi film differenti, che io comprendevo continuamente come fosse
una storia integrale, dapprima, probabili versioni della mia vita si mostrarono
proiettati nel futuro, in cui ancora assumevo droga, e la storia finiva
sempre molto presto con la mia tragica morte. Era sempre una cosa orribile
stare a guardare il mio corpo morto, con la sua immagine che durava per
molto tempo. Mi sentii allora obbligato a osservare il mio corpo esanime
piazzato sul tetto di un edificio in rovina. L'edificio stava su un piccolo
pianeta che girava in un vuoto buio. Questa immagine si alternava a un
punto esclamativo rotante, che continuava a mutarsi in un puntino, e spariva
in uno strano click! Queste due immagini si alternavano molto regolarmente,
forse per un'ora intera.
L'ultima storia era di una simpatica, lunga e lieta vita senza droghe,una
vera gioia a confronto delle precedenti. Per l'intera sequenza, avvertivo
nel subconscio un qualcosa nel senso che, se io continuo ad assumere eroina,
finirò molto male, cosa che ho in effetti visto parecchie volte.
Semplicemente, mi si mostrava quanto in la io mi fossi spinto, affondando
molto profondamente e molto crudamente, (una cosa davvero indescrivibile).
Mi resi conto di molte cose, e la consapevolezza che non avrei piu preso
eroina comincio a farsi strada, rafforzandosi.
Poi cominciai a ritornare in me, e presto avvertii una crisi di astinenza.
La peggiore che abbia mai avuto. Duro per circa tre ore e per tutto questo
tempo, avevo un'idea fissa in mente, cioe che vicino a me presso il mio
letto, vi fosse preparata una dose di eroina da iniettarmi e porre fine
cosi alla mia angoscia, ma per tutto quel tempo sentivo il medesimo bisbiglio
che se l'avessi fatto, tutto sarebbe andato perduto. Cosi ero costretto,
essendo in crisi, di lottare col bisogno assoluto di "farmi"
- cosa che era a portata (immaginaria). Era una tortura, ma all'improvviso
fini, e non ci fu più traccia della mia astinenza. Benché
la domenica fossi ancora molto debole, e diverse immagini si accavallassero
ancora nella mia mente, cio nonostante mi sentivo molto bene, pulito e,
cosa massimamente importante, non ero minimamente impensierito dall'eroina.
Dopo circa tre giorni, tornai allo stato normale.
Nessun desiderio di droga, persino quando, una settimana dopo, incontrai
una ragazza che conoscevo, la quale comincio a fumare eroina davanti a
me. L'unica cosa che provai fu quella di provare molto dispiacere per
lei, tanto da volerla aiutare in qualche modo.
(Rapporto scritto tre settimane dopo il trattamento ibogainico)
ESPERIENZA IBOGAINICA N.2
All'improvviso un forte rumore. Cominciai a ruotare in senso orario.
I giri si facevano più veloci. Mi sembrava che mi uscissero i denti
dalla testa, e cominciai a udire ogni cosa completamente. Ebbi la sensazione
che la mia testa fosse enorme. Di colpo, sentii che il mio corpo assumeva
ben altre posizioni di quelle che conoscevo. Poi avvenne un enorme, lungo
sollevamento che mi alzo su ad estrema velocità per forse una decina
di minuti. Migliaia di immagini iniziarono ad apparire a grandissima velocità,
in varie forme e misure.
Poi, in un decimo di secondo, vidi la mia intera vita, dalla mia infanzia
fino al momento presente. Questa parte dell'esperienza non fu dilettevole,
era troppo strana. Avevo la sensazione che tutto fosse inutile. Poi,la
rapidità delle immagini rallento. Mi trovavo in una specie di vuoto
in cui - quando mi concentravo su un certo dettaglio - mi avvicinavo sempre
più a quella particolarità. Mi rigiravo entro questo spazio
vuoto, fino al momento in cui mi dissi: "E adesso, dove vado?"
Cominciai a porre domande, e pareva che io conoscessi le risposte prima
ancora che terminassero tali domande. Chiesi se esistessero possibili
controsensi. Poi chiesi: chi sono? Vidi il mio corpo fisico e dissi tra
me: non sono io! Io non ho questo aspetto!
Chiesi: Che cosa sono? E vidi una grossa sfera che fluttuava libera, piena
di luce, la quale conteneva dentro di se mondi incredibili e fasci di
luce ed energia. All'improvviso, fui in grado di percepire mille cose
in una volta sola, migliaia di "opportunità" senza il
minimo sforzo. Secondo me, mi sembrava di essere in una normale condizione
esistenziale. Vivevo un numero di vite simultaneamente. Mi resi conto
che non c'era nulla che non potessi chiedere, perché il mio "io"
sapeva "tutto". Il mio "io" ERA TUTTO!. Fu la migliore
esperienza che mi fosse mai capitata - una sensazione di incredibile calma,
pace e gioia. Di colpo, mi resi conto di come ridicola apparisse ogni
cosa - vidi me stesso come vivo, come sono ridicolo, come la mia vita
fosse stata comica, ogni domanda assurda….E allora cominciai a ridere,
ridere, ridere…..
Improvvisamente ebbi la sensazione che non tutto funzionava con quello
che osservavo, e cominciai a cercarne il motivo. Vidi una minuscola cosa
buffa, tutta vestita di nero, e come mi vide, scappo via. Le andai dietro
per un po'prima di riuscire a prenderla e gettarla a terra, la qual cosa
gli tolse una parte del colore nero. Cosi iniziai a toglierle tutto quel
colore nero e di colpo vidi che ero io! Era il mio "ego" con
tutte le sue imperfezioni. Notai su di me tutti gli aspetti del mio "io',
includendo quelli che on gradivo affatto. Cosi incominciai a rimuoverli
dal mio "ego" ( con una grandissima fatica, credo di ricordare).
Lo lasciai andare solo quando pareva del tutto cambiato. Il mio profondo
"io" si scosse come un cane bagnato e corse via in fretta.
M.V.
ESPERIENZA N.3
All'inizio, incomincio a sentire qualcosa di gigantesco, si avvicina
a poco a poco, e non ho idea di che cosa sia. E'come la quiete prima della
tempesta. Ho una sensibilità tipo suoni e luci che cresce rapidamente.
Allo stesso tempo, il corpo diventa meno sensibile, e i movimenti si fanno
pesanti ( eccetto la respirazione). Il tempo passa e il corpo si irrigidisce
e perfino i piccoli movimenti si fanno spiacevoli, cosi cerco di non muovermi
piu, concentrandomi sul mio respiro. Il cuore inizia a battere più
forte, e lentamente il rumore che ho in testa si fa piu sonoro. Forme
e luci colorate iniziano a ruotare in una sorta di spirale. Il rumore
e la rotazione diventano piu intensi finche un gran numero di piccoli
schermi appaiono nel mezzo di un cerchio molto azzurro. In qualche maniera,
percepivo che le informazioni e le azioni che andavano avanti sugli schermi
concernevano profondamente me stesso.
La velocita del flusso d'informazioni rallento,insieme alla quantità
degli schermi, ed ero gia in grado di seguire le singole azioni. La totale
connessione mentale coi singoli eventi della mia vita fu piuttosto sorprendente,
per la sua rapidità e specialmente per la sua generale multi-dimensionalita.
Ero conscio, che tutto viene da "qualche altra parte" e "esso"
è, in confronto a noi estremamente veloce, in gamba, pulito, e
che tutte le informazioni dateci sono al suo livello più basso,
e tuttavia al livello più alto, l'ultimo livello possibile, di
cui potremmo renderci conto e comprendere. Ogni volta, non solo percepivo
l'intero evento in tutti i suoi punti basilari e importanti, ma anche
al livello di sensazioni che ero in grado di percepire abbastanza perfettamente,
sul come il prossimo sentisse allo stesso modo. Posso affermare che era
terribile… cosi tanta negatività raggiunta in vita mia nelle
mie azioni, parole, incontri, persino nei miei pensieri mai espressi.
Ero letteralmente sopraffatto. Si profilavano eventi uno dopo l'altro
molto rapidamente, ma in maniera precise, alla velocità che la
mia mente poteva ancora scandagliare - non un grado piu lento o piu veloce.
Ogni volta era la stessa cosa - una spirale rosso - violetto che girava
i senso orario, avvertendo soggettivamente l'intero evento dal mio punto
di vista. Poi, per una frazione di secondo, si fermava, e la stessa spirale
ora blu girava nel senso opposto e io percepivo le immagini, sensazioni
e reazioni di quello "danneggiato" riguardante lo stesso evento.
Tutto duro tre-quattro secondi. Le ultime parti furono molto tristi, mi
sentivo disgustato di me stesso…come potevo essere cosi egoista,
fare del male agli altri senza quasi esserne consapevole. Nello stesso
tempo, sentivo chiaramente che era davvero cosi, che è ASSOLUTAMENTE
VERO! Tutto non era più ambiguo, era chiaro cio che ha a che fare
con le sensazioni sincroniche, i pensieri, le reazioni pienamente emotive
degli altri e la coscienza di dove e di come io sbagliavo. Fra le singole
azioni, c'erano anche i "crimini", di cui avevo un brutto ricordo,
non raggiungevo - nella realtà fisica - nemmeno la giusta espressione
o la pienezza, tuttavia mi provocava la stessa terribile sensazioni di
colpevolezza, rimorso e spavento. Mi resi intensamente conto che la mia
opinione su di me era piuttosto distorta, che dentro me avevo un sacco
di negatività, e un sacco di cose che avvolgo davvero in un' aura
di aiuto verso gli altri, ma in verità lo faccio solo per me stesso
e non solo per ragioni di cristallina onesta.
In questo stato, Brian mi chiese come stavo ( più probabilmente
voleva significare se mi sentivo bene fisicamente) al che io risposi:
"MALISSIMO!", profondamente scosso e disgustato di me stesso,
depresso dalla quantita di errori commessi nella mia vita.
Quando le singole storie iniziaronon a diminuire, cercai di porre le mie
domande (ero stato avvisato prima, che potevo ottenere immediate risposte
a qualunque domanda avessi chiesto) ma cio che avvertivo molto intensamente
era una profonda e dolorosa TRISTEZZA, causata dal modo in cui sono fatto.
"ESSO" (la coscienza piu alta?) che mostrava gli eventi precedenti
non stava affatto condannando, era solo profondamente triste. Mi resi
conto sempre di più che dovevo lottare con le mie imperfezioni,
che adesso , dopo aver guadagnato la conoscenza, non POTEVO lasciarmela
scappare, avrei commesso errori in maniera CONSPEVOLE e ogni cosa sarebbe
stata giudicata più severamente. Mi ricordava una specie di "ultimo
giudizio".
La tristezza gradualmente scomparve. Mi calmai e mi rilassi. Dodici ore
dopo la somministrazione, sono ancora sdraiato quasi immobile, senza forza.
Psicologicamente faccio passi da gigante, quasi entusiasta - relativamente
al mio futuro impegno nell'autodeterminazione di ristabilirmi del tutto.
L.N.
STORIA DELL'IBOGAINE PER LA CURA DELLE ASTINENZE
Le scoperta che l'ibgoaina era in grado di bloccare le crisi di astinenza
viene di solito accreditate a Howard S. Lotsof - un ex-consumatore di
stupefacenti a Nuova York che si avvalse dell'ibogaina pensando fosse
una nuova droga d sperimentare. Ma, 30 ore dopo, si rese conto improvvisamente
che non stava passando sotto alcuna crisi di astinenza da eroina, non
sentendo alcuna voglia di farsi un buco. Susseguenti sperimentazioni occasionali
rivelarono che tale effetto veniva replicato con altri eroinomani. Una
ventina d'anni più tardi, Lotsof torno alla sua scoperta e si pose
al lavoro per portarla sul mercato. Formo una società, la NDA International,
ottenne le licenze per l'uso dell'ibogaina nel trattamento delle crisi,
sotto il nome di Endabuse, e inizio a eseguire trattamenti per meglio
valutare il potenziale di detta sostanza.
Tuttavia, a quell'epoca l'ibogaina era stata considerata una sostanza
proibita negli USA, finendo nella Lista N.1, e di conseguenza, Lotsof
scelse di eseguire le cure sperimentali a base d'ibogaina in Olanda.
Nel 1991, negli USA, il NIDA (Istituto Nazionale per l'Abuso di Droghe),
impressionato dai rapporti relativi e dagli studi sugli animali, incomincio
a studiare l'ibogaina con lo scopo di valutarne la sicurezza e creando
protocolli di trattamento.
Nel 1993, la FDA ( Food and Drug Administration), ch sovrintende allo
sviluppo di nuove droghe, approvo i nuovi processi clinici con l'ibogaina,
purche espletati dalla Dott.ssa Deborah Mash della Scuola di Medicina
dell'Universita di Miami, per conto della società di Howard Lotsoc,
NDA International.
Fino a questo punto, lo sviluppo dell'ibogaina era andata avanti tranquillamente,
ma di colpo s'increspo amaramente. La morte di una giovane tossicodipendente
da eroina, durante la cura in Olanda, procuro una fine immediata al progetto
olandese. Una conseguente inchiesta non trovarono gli organizzatori del
progetto colpevoli di negligenza, ma la mancanza di conoscenza scientifica
sugli effetti dell'ibogaina destabilizzo la causa effettiva della morte,
sebbene fosse ritenuto dalla maggior parte delle persone che la ragazza
avesse fumato segretamente degli oppiacei durante la cura.
I processi clinici approvati ebbero inizio, ma problemi contrattuali e
di finanziamento sorti tra la NDA int. e l'Universita di Miami li portarono
a un compimento affrettato. Una interminabile battaglia legale tra i due
imputati, e il lavoro di sviluppo giunsero a un punta morto.
Nel marzo del 1995, dopo parecchi anni trascorsi progressivamente nell'interessarsi
sempre più all'ibogaina, una commissione di revisione al NIDA decise
all'improvviso di sospendere ulteriori azioni nei confronti del farmaco,
essendo stati in effetti influenzati dall'opinione critica da parte dei
rappresentati dell'industria farmaceutica. Ufficialmente venne riportato
che la morte accaduta in Olanda era preoccupante e che l'agenzia di stato
era delusa dal fatto che l'ibogaina veniva solo rappresentata per tenere
la gente lontana dalle droghe per un periodo di mesi, ma non in modo permanente.
Howard Lotsof ha, di conseguenza, fatto notare che la morte, benché
tragica, era stata similmente causata dall'uso di oppiacei e, riguardo
al secondo punto, che qualsiasi farmaco in grado, diciamo di indirizzare
il cancro o l'AIDS verso la sua completa remissione per un periodo di
alcuni mesi, sarebbe stato pubblicizzato come una faccenda di urgenza
nazionale.
Ringraziamenti
Un grazie speciale a Howard Lotsof per la prefazione al mio libretto.
Cosa che ho apprezzato molto.
Grazie a Bill Ross per il suo grande aiuto con l'editing e i suggerimenti
Grazie a Nick Sandberg per avermi permesso di usare il suo intro.
Brian Mariano……..http://www.ibogainetreatment.net
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Il manifesto, Extra,La comunione
Il manifesto, Extra
Le mie osservazioni sull'ibogaina
Boll.SISSC,La mia iniziazione al Buiti
Padova Mattino |