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IbogaineIl manifesto, Extra, 5 Febbraio 1996 Iboga estratto da Andrea Rocco L'antefatto: 1962, Stati uniti, un giovane, hippie eroinomane decide di vedere che effetto fa quell'esotico allucinogeno che un suo amico ricercatore gli ha regalato, e dopo un "trip" di 32 ore scopre che non ha più bisogno né voglia di continuare a prendere eroina. In poco più di due giorni, e senza patire le pene della "rota" da astinenza, non è più un tossicodipendente. L'ibogaina è una sostanza naturale, estratta da una pianta dell' Africa equatoriale. Una singola dose vi permetterà di immergervi nelle profondità del vostro essere e dell'universo: un viaggio ai confini del tempo e dello spazio per uscire in poche ore, e senza sofferenza, da mesi o anni di tossicodipendenza. Potrebbe essere di questo tono il lancio pubblicitario dell'ibogaina,
se i test ai quali è sottoposta saranno conformi alle attese e
verranno superate le resistenze del regime proibizionista.Abbiamo intervistato
lo "scopritore" di questo allucinogeno, Howard Lotsof, la professoressa
Debora Mash, che da oltre tre anni sta studiando l'ibogaina in un laboratorio
dell'Universita di Miami, e il chimico svizzero Albert Hoffmann, che 53
anni fa sintetizzo l'Lsd. Andrea Rocco intervista Deborah Mash Al Dipartimento di Neurologia e Farmacologia Molecolare e Cellulare dell'Università di Miami, Deborah Mash sta conducendo da tre anni e mezzo una ricerca sull'ibogaina. E l'unica, ufficiale, in corso negli Stati Uniti. Cosa sappiamo di come agisce l'ibogaina? D.M.:Non sappiamo ancora tutto. Sappiamo che è un allucinogeno che interrompe la dipendenza da droghe come alcool, cocaina ed eroina, ma non conosciamo ancora a fondo il meccanismo, il come e dove agisce nel cervello. A.R.:Quali sono i risultati delle vostre ricerche a Miami? D.M.:Abbiamo individuato un metabolite dell'ibogaina, la idrossibogamina-12 che ha effetti prolungati e molte volte piu potenti dell'ibogaina stessa sui sistemi 5-HT. In parole semplici, l'effetto è doppio: da un lato blocca l'attività della dopamine, ritenuta responsabile del meccanismo di dipendenza dale droghe, dall'altro qualcosa di simile a quello del Prozac, un'azione sull'umore generale, riscontrata in chi si è sottoposto a terapie con l'ibogaina al di fuori degli Stati uniti. Questo vuol dire eliminazione della depressione che accompagna le crisi di astinenza e predisposizione alla terapia. A.R.:a che stadio è arrivata la ricerca? D.M.:Siamo entrati nella fase clinica, quella della sperimentazione sugli umani. E la sola esperienza negli Usa, e corre il serio rischio di venire eliminata. A.R.:Perché tanta ostilità nel mondo medico - scientifico verso l'ibogaina? D.M.:Perché è una "scoperta" che non arriva dal mondo medico - scientifico, ma dai gruppi self-help, dagli ex-tossicodipendenti, e questo da solo basta a far vedere l'ibogaina in modo critico, inoltre Lotsof viene considerato un imbonitore, un venditore di fumo, perché sta portando gente a Panama per farsi disintossicare con l'ibogaina, facendosi pagare un sacco di quattrini per una terapia che non ha ancora una validità provata scientificamente. Farsi pagare 20 000 dollari [32 milioni di lire] per una terapia di 4 giorni lo considero molto grave. E poi Lotsof possiede il brevetto, e quindi i diritti sull'eventuale sfruttamento commerciale della sostanza. A.R.:Quali sono allora le prospettive future? D.M.:In questi casi ci sono solo due possibilità. O si ha un programma di ricerca nelle università, finanziato dal governo federale, oppure si fa un'alleanza con l'industria farmaceutica. La ricerca sta per essere strangolata perché in questi tempi di tagli alla spesa pubblica lo studio di una sostanza per aiutare i tossicodipendenti non ha un alto livello di priorità. Stiamo cercando di convincere la comunità scientifica a cambiare idea, ma non sono ottimista. Dal canto suo Lotsof non è riuscito a concludere accordi con l'industria farmaceutica, perché questa non finanzia una ricerca di cui non può sfruttare commercialmente i risultati. E cosi anche lui sta arrivando a un punto morto. A.R.:Quale è la sua personale opinione sulle potenzialità dell'ibogaina nella cura delle tossicodipendenze? D.M.:Emotivamente sono molto coinvolta.Ho ricevuto migliaia di telefonate da tutto il mondo di gente che cerca disperatamente aiuto. Gente che ha provato ogni possibile cura e ogni possibile farmaco senza riuscire a rompere la dipendenza. Non so se l'ibogaina sarà la bacchetta magica, ma sembra che sia davvero in grado di dare a molta gente la possibilità di una uscita, di farli ripartire, "riprogrammarli" in modo che possano confrontarsi con il demone faccia a faccia.Forse non conosciamo ancora esattamente tutti i meccanismi d'azione dell'ibogaina, ma abbiamo sufficienti prove per dire che è una speranza per un gran numero di persone con gravi dipendenze da alcool, eroina e cocaina. Per questo penso che valga la pena di continuare le ricerche.
Oggi Howard Lotsof è un signore sulla cinquantina che vive a Staten
Island [New York], e che dedica tutto il suo tempo alla battaglia per
il riconoscimento dell'ibogaina come terapia che permette di liberarsi
dalle tossicodipendenze. Ma nel 1962 era una specie di hippie, "un
college drop-out", come lui stesso si definisce, dedito a tempo pieno
a sperimentare tutte le droghe disponibili. "Come molti miei coetanei
a quell'epoca ero senza freni, ho provato di tutto, Lsd, messalina, cocaina,
eroina. Alla fine mi sono ritrovato eroinomane. Poi il caso o il destino
ha voluto che trovassi sulla mia strada l'ibogaina". Ma l'effetto più inaspettato è quello successivo: Lotsof
e i suoi amici si ritrovano liberi dalla loro tossicodipendenza. Per sei
mesi nessuno di loro tocca più droghe dopo una sola somministrazione
di ibogaina. "E prima nessuno di noi aveva la benché minima
intenzione di smettere", ricorda Lotsof. Poi per quasi vent'anni
non succede più niente, almeno negli Stati Uniti[in Cile tra la
fine dei'60 e i primi anni'70, Claudio Naranjo, psicoterapeuta, conduce
interessanti esperienze con ibogaina associata a terapie analitiche]. |
Il manifesto, Extra,La comunione
Le mie osservazioni sull'ibogaina |
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